Gen 27 2012
Gen 24 2012
Li lupini re ntonio re pupatella
Ntonio re pupatella è un saggio popolare . Quando la dice , ne resta il marchio e se non te la scordi va a finire che ti gira e rigira nella testa e diventa canone di vita .
La storia dei lupini me l’ha raccontata en passant , ma è talmente simpatica che ve la voglio raccontare .
C’era una volta uno che aveva finito tutti i soldi , ma proprio tutti . Guarda con tenerezza le ultime dieci lire e decide di comprarne dei lupini . Il venditore glieli mette nel cuoppo e camminando se li mangia e butta le bucce , creando una scia gialla per terra . La sua sorpresa più grande è quando, girando la testa , nota che una persona dietro di lui prende le bucce e se le mangia ad una ad una con voracità .
Sconsolato pensa , “ pensavo di essere l’ultimo , ma mi accorgo che dietro di me ci sono altri che stanno peggio “.
Gen 18 2012
LA FAMA E LA FAME : A PROPOSITO DEL CAPITANO SCHETTINO DELLA CONCORDIA COSTA
Quando il vento è contrario , niente può risparmiarti . Quando la “fama” cammina è come una fame che mangia tutto , senza razionalità e senza conoscere . Stritolare gli altri è saziare la propria anima in pena , ma la verità arriva con lentezza e ricerca , e solo allora potremo dare un giudizio , senza condanne . Nella fama c’è il dolo , nel peccato solo la colpa .
Gen 15 2012
trenta capilli e l’affondamento dell’Andrea Doria
Il 25 Luglio 1956 l’ Andrea Doria , il più grande transatlantico italiano dell’epoca affonda vicino alle coste americane mentre sta arrivano a New York . Dei 1241 passeggeri e 580 membri dell’equipaggio , morirono 46 persone , mentre gli altri furono salvati dalle varie navi che si avvicinarono dopo l’S.O.S. .
Tra gli scampati della classe turistica vi fu il volturarese Rezieri Marra soprannominato trentacapilli, che stava emigrando in America . Aveva 57 anni e non si riprese mai più da quella disavventura . Tornato in paese si impiccò poco tempo dopo ad un “sauco” dietro le scuole elementari . Nei confusi ricordi di ragazzino , c’era il torrente della Piazza che diventava un rivolo e dovevi attraversarlo su delle pietre per passare verso “lo chiano “ . Fu sconvolgente per noi andare a vedere la scena e rimase per anni nei nostri ricordi e nei nostri discorsi . Avevamo sempre paura a passare in quel posto ed evitavamo di andare a giocarci ,nonostante fosse l’unico posto dove potevi giocare con l’acqua , che era alta solo pochi centimetri . Poi deviarono il corso del torrente ed in quel posto hanno costruito una fila di appartamenti . Trentacapilli piano piano è scomparso dalla nostra memoria , come tanti avvenimenti che caratterizzano la vita del paese , ma oggi vedendo il disastro della nave della Costa crociere che si è inclinata con 4000 persone a bordo , ho pensato alla sua storia , ed ho capito che certi drammi vissuti in prima persona determinano dei turbamenti che si ripercuotono per sempre sulla mente di chi li vive .
Gen 13 2012
“L’ Ospizio” compie 10 anni . Sembra ieri.
Caro Mare
ho sentito dire che stasera alla presenza del Vescovo hanno festeggiato il 10 anniversario dell’apertura di C.A.S.A. Iapicca . Sembra ieri ! Era il 2002 , e dopo mesi di sacrifici io , allora Sindaco , e Roberto Marra riuscimmo a far aprire la struttura per dare lavoro ai giovani e aprire il nostro amato paese all’Irpinia . Volturara , con i nostri sacrifici , usciva da un isolamento secolare e si avviava verso un futuro di progresso e di miglioramento sociale . I nostri sogni si sono avverati e mi piace ricordare quella sera con una foto , che è una pietra miliare nella mia esistenza .
Gen 11 2012
Volturara ce n’è un’altra nei Pirenei
Nei Perenei , una volta terra spagnola , oggi francese , i disertori dell’esercito di Annibale il cartiginese nel 218 a.C. fondarono un paese che chiamarono Volturara ( VULTURARIA ) in una vallata sormontata da una collina dove costruirono un castello . Oggi il paese è scomparso , ma restano le rovine del castello che si chiama ULTRERA con un Santuario . Il nome al paese fu dato per l’enorme presenza di avvoltoi ( vultur ) , dovuta al fatto che gli aborigeni vi abbandonavano le carcasse degli animali morti.
Secondo Roberto di Meo ( Storia di Volturara del 1989 ) il nostro Volturara fu fondato da disertori dell’esercito di Annibale nel 216 a. C.
Gen 09 2012
Nicola Zirpolo , un garibaldino volturarese
Zirpolo Nicola di Gioacchino e di SandaroAngela,
nato e domiciliato in Avellino. Soldato
nella divis. XVI Cosenz, brig. II De Milbitz,
batt. I De Flotto, matr. 32, congedato a Salerno
il 14 dicembre 1860.
Sul Corriere dell’Irpinia di ieri un bell’ articolo di Dora d’Onofrio del Vecchio sui garibaldini d’Irpinia che contribuirono a costruire l’Unità d’Italia con generalità di ognuno di essi . Mi ha colpito Nicola Zirpolo di Gioacchino e Angela Sandalo nato e vissuto ad Avellino . Mi ha fatto capire subito che era volturarese e una breve indagine ha confermato appieno la mia ipotesi .
E’ Nicola Zirpolo di Gioacchino e Angela Santoro di Volturara Irpina , nato il 16 Febbraio 1833 . Lo ritroviamo nello stato delle anime del 1863 e del 1865 , ancora celibe . Poi se ne perdono le tracce , inghiottito dal nulla . Non è sposato e non lo si trova nemmeno nel registro dei morti . Forse è emigrato , forse è deceduto altrove .
Resta la storia di un giovane sconosciuto , arruolatosi nei garibaldini , quando i suoi coetanei e conterranei invece combattevano nell’esercito borbonico , inseguendo l’ ideale di un’Italia Unita e libera . E’ l’opposto del brigante Pagliuchella , che preferì la montagna e la morte all’esercito italiano , ma resta alla fine la dicotomia della scelta di campo che ha preparato il nostro presente . Sono ambedue eroi , spinti da valori diversi ma ideali , ed ambedue hanno contribuito a costruire nell’ anonimato della loro esistenza terrena quest’Italia , di cui dobbiamo andare fieri e nella quale cresceranno i nostri figli ed i loro discendenti .
Il fratello Giuseppe è l’antenato di una numerosa famiglia , con il soprannome massumino , dal figlio Zirpolo Massimino , deceduto alla fine degli anni 70 , una persona simpatica ed allegra che aveva fatto dell’attaccamento alla Patria un impegno personale e totale ( soldato nella I Guerra mondiale era stato nominato negli anni 70 Cavaliere di Vittorio Veneto , ed ogni anno partecipava ai festeggiamenti delle ricorrenze della Grande Guerra che si tenevano a Re di Puglia , il Grande Sacrario nazionale .
Nel 1970 ebbi l’onore di parteciparvi personalmente , invitato da Lui e Salvatore Volpe , Presidente dell’Associazione Fanti d’Italia . Un ricordo memorabile ed indelebile che ha costruito molti valori della mia esistenza .
Onore a Voi !
Gen 01 2012
Buon Anno a tutti i volturaresi nel mondo
L’Augurio di un felice anno a tutti i volturaresi di buona volntà che vedono nel sacrificio , nel rispetto per gli altri , nei valori sacri della famiglia , nel lavoro e nella cultura la molla di miglioramento sociale . BUON 2012 dallo staff di Otrale .
Dic 20 2011
IL LIBRO CON LA STORIA DELLA TUA FAMIGLIA
Scrivere un libro sulla storia delle famiglie è difficile , complicato e costoso .
Le ricerche durano anni e , spesso , per mancanza di documenti si fermano in modo irreversibile senza possibilità di andare avanti .
Occorre recarsi negli archivi comunali , parrocchiali e storici , sperando nella disponibilità di impiegati e sacerdoti a darti accesso alla ricerca di notizie , e non sempre questo accade .
Infine per trovare un antenato si devono spulciare migliaia e migliaia di nomi su pagine ingiallite e spesso deteriorate per trovare i documenti giusti . Basta un minimo errore e salta tutto l’archetipo .
Solo la passione e la volontà riescono a farti superare i numerosi ostacoli , e quando trovi un antenato con il suo microcosmo ti rallegri come se avessi vinto alla lotteria .
Ricercare i nomi , le date di nascita e di morte , con i matrimoni ed i figli impegnano tempo inimmaginabile e risorse cospicue , ma alla fine quando riesci a scoprire chi ti ha generato nei secoli ti da una gioia immensa che diventa patrimonio da lasciare ai figli ed ai loro discendenti .
La gente è presa dai problemi del presente e non immagina neppure lontanamente a quelli che ci hanno preceduto , al massimo ricorda il nome dei nonni e non sempre , eppure senza di loro noi non staremmo qui , e se abbiamo un pezzo di terra o una casa o un mobile vecchio da sempre , dobbiamo ringraziare chi l’ha acquistato e ce lo ha tramandato da generazioni .
CHI NON HA PASSATO , NON AVRA’MAI UNFUTURO, diceva un vecchio proverbio e come tutti i proverbi che vengono da lontano con la sua saggezza mette in risalto una filosofia che ai giorni nostri viene spesso a torto dimenticata .
Il nostro hobby ha lo scopo di ricreare una MEMORIA STORICA , che metta in risalto le nostre radici e dia un momento di felicità nel ricreare gli scenari dei nostri antenati , senza scopo di lucro , ma perlomeno per coprire le spese di ricerca e di stampa . Fino a che si parla in generale di una famiglia , le spese sono minime e la nostra risposta è gratuita , ma quando vai a ricercare i nomi per creare l’ALBERO GENEALOGICO , iniziano i problemi . Il Comune di Volturara , per esempio , fa pagare 5 ,60 euro per ogni nome che chiedi , e per arrivare alla decima generazione occorrono una quarantina di nomi , ed è tutto detto . L’Archivio di Stato di Avellino prende 30 centesimi a fotocopia e 3 euro per foto .
Il LIBRO DI FAMIGLIA
consta di una trentina di pagine in A4 , con notizie sull’origine del cognome , diffusione in Italia e a Volturara , documenti originali fotocopiati , e una pagina per ogni antenato con il suo nucleo familiare , da cui discendiamo fino dall’inizio del 1600 , quando le parrocchie furono obbligate dal Papa a mantenere i registri dei nati , dei morti , dei matrimoni e delle cresime ed il cognome divenne obbligatorio e trasmissibile ai figli .
In Italia il trasferimento dei cognomi ai figli era usato dall’inizio dell’anno 1000 sporadicamente e a Venezia , Firenze , Roma ed altre città fu usato dal 1300 . Tra le nostre montagne occorre attendere fino al 1400 per avere la certezza di un cognome che si trasferiva ai figli , che fino ad allora erano chiamato solo con il nome , o con un soprannome che cambiava di persona in persona . Nella magior parte dei casi il cognome derivava dal nome del padre ( de Meo , de Masuccio , Nardiello , Raimo ) , a dalla località di provenienza ( Benevento , Salerno , de Napoli , Calabrese ) , o da un soprannome che si trasmetteva ai figli ( Russo , Bianco , Volpe , Pisacreta ) . Infine c’è l’albero genealogico vero e proprio su foglio A3 al centro del libro con i nomi di ogni antenato fino al 500 o 600 .
Il costo del libro è fissato in 200 euro da darsi alla consegna . Per averlo mandare una e.mail a e.hirpinia@tiscali.it








